Antiossidanti: una nuova cura per il Parkinson?

Diantonio

Antiossidanti: una nuova cura per il Parkinson?

Il morbo di Parkinson è una malattia neurodegenerativa che comporta una perdita lenta ma progressiva del controllo dell’equilibrio e dei movimenti.

Questa malattia è classificata come appartenente alla famiglia dei Disordini del Movimento, di cui ne è la prevalente in numero di casi mondiali: si stima, infatti, che circa l’1% della popolazione mondiale con un’età che supera i 65 anni ne sia affetta.

Origine del disturbo

Gli studi effettuati su questa patologia sono molteplici, come si evince dai numerosi articoli scientifici presenti sull’argomento. Lo stress ossidativo, un processo che viene utilizzato normalmente dall’organismo per proteggersi dai patogeni, sembra svolgere un importante ruolo nello sviluppo della malattia, portando a diversi danni alla materia grigia del cervello, tra cui:

  • danni al DNA delle cellule cerebrali;
  • danni alle proteine, fondamentali per il corretto svolgimento di molteplici funzioni fisiologiche;
  • danni ai lipidi, componenti essenziali delle membrane cellulari e macromolecole fondamentali per l’efficienza degli impulsi nervosi.

Possibili rimedi

Molti studi oggi si concentrano sulla somministrazione di antiossidanti in pazienti affetti dal morbo di Parkinson, come la vitamina C, la vitamina E, il beta-carotene o nanoparticelle aventi funzioni antiossidanti.

Nonostante l’utilizzo degli antiossidanti per la cura del Parkinson sia in fase di studio, la loro integrazione corretta nella dieta quotidiana risulta fondamentale per la prevenzione della malattia.

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